Primarie pe ril centrosinistra

001primarieIl Pd delle Marche va alle primarie di coalizione per la scelta del candidato presidente della Regione. L’Assemblea regionale ha dato il via libera alle consultazioni e domani la Direzione deciderà la data e il regolamento. In campo al momento ci sono già l’attuale assessore regionale al Bilancio Pietro Marcolini e l’ex sindaco di Pesaro e vice segretario regionale Dem Luca Ceriscioli. L’Idv candida l’ex consigliere regionale Ninel Donini.

Il ‘fantasma’ delle primarie della Liguria fa paura, ma la ricerca di un candidato unitario è fallita, e dopo mesi di polemiche infuocate il Pd delle Marche ha deciso: farà primarie di coalizione, verosimilmente a marzo, con regole che riducano ”discrezionalità ed equivoci, nel pieno rispetto degli Statuti nazionale e regionale e del Codice etico del Pd marchigiano”. I Dem hanno già due candidati in campo, tutti e due con un background dal Pds-Ds: l’attuale assessore regionale al Bilancio e Cultura Pietro Marcolini, 62 anni, potente supertecnico cui la Regione affida da anni i suoi conti, e l’ex sindaco di Pesaro e vice segretario del Pd Luca Ceriscioli, 48 anni, insegnante di matematica, e grande escluso dal congresso regionale che nel febbraio 2014 elesse Francesco Comi segretario del partito. Ceriscioli fu dichiarato incandidabile in quanto sindaco all’epoca ancora in carica: fece ricorso in tutte le sedi, ma il Nazareno bocciò tutte le sue istanze. ”Le primarie non saranno la fase 2 del congresso – assicura oggi – ma le divisioni interne al partito sono ancora fortissime, e sono le stesse che hanno impedito di convergere su un candidato unitario: tramontate via via le ipotesi della sen. Camilla Fabbri (proposta in ticket con Comi), quella dello stesso Comi, e quella di Marcolini. Terza candidata in lizza per le primarie, sempre che non ne spuntino altri anche nel Pd, l’ex consigliera regionale Ninel (anagramma di Lenin) Donini, portata dall’Idv.

Della coalizione di centrosinistra dovrebbero far parte, stando alla proposta del segretario approvata ieri a notte fonda dall’Assemblea regionale l’Idv, il Psi, il Centro Democratico, il Ppe, i Verdi e l’Udc. L’Udc però deve ancora decidere se fondersi con Ncd e se giocare nelle primarie e il Ppe pure pare sfilarsi. Fuori dalla porta resta, così vuole il Pd, Marche 2020, il nuovo partito del governatore uscente Gian Mario Spacca e del presidente dell’Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi, eletti a suo tempo con il Pd. Spacca avrebbe voluto presentarsi per un terzo mandato ma i Democratici hanno detto no. ”Abbiamo più di una personalità all’altezza del compito” era stato il mantra lanciato nell’agosto scorso alla Festa dell’Unità di Pesaro. Poi però si sono dipanati 5 mesi di accuse, insulti e panni sporchi lavati in pubblico, con Comi messo sulla graticola per il sospetto che volesse fare lui il governatore, e una folta pattuglia di amministratori locali, capitanata dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, che, riunita sotto la sigla ‘Primarieadesso’, invoca primarie ”vere, non consultazioni truffa”. Marcolini e Ceriscioli promettono fair play, e domani presentano in due appuntamenti distinti i loro programmi di governo. Con l’assessore sono schierati molti renziani, a partire dalla vice presidente del gruppo Pd alla Camera Alessia Morani. Con l’ex sindaco il suo king maker, il vice presidente nazionale del Pd e sindaco di Pesaro Matteo Ricci, e la sen. Fabbri.