Quando anche la sede dei vigili………………

00piazzadanteQuando anche la sede dei vigili urbani è motivo di contenzioso si è giunti all’epilogo di una esperienza amministrativa debole e spocchiosa. Debole in quanto incapace di elaborare soluzioni e di effettuare scelte di ampio respiro strategico per una città in forte declino, spocchiosa in quanto priva di quel confronto necessario per no incorrere costantemente in scelte dannose per la città e per i suoi abitanti. La vicenda della scelta della sede dei vigili urbani e emblematica di tutto ciò. Ci consente di riannodare alcuni fili, a partire dall’acquisto e destinazione dell’ex convitto Fontevecchia, all’acquisto ed utilizzo dell’ex Consorzio Agrario, della destinazione della corposa dote di edifici di proprietà comunale, della destinazione d’uso dell’ex Mercato Coperto, per non dire di quello che dovrebbe essere e non è Rocca Monte Varmine. In se le scelte di acquisto, anche a caro prezzo degli edifici sopra descritti non sono discutibili, è l’assenza di un piano di utilizzo in funzione dello sviluppo e della vocazione della città che ne fanno una macchia per gli amministratori. Quale privato imprenditore acquisterebbe quegli edifici in assenza di un piano di valorizzazione? La scelta di destinare l’ex convitto Fontevecchia a sede della provincia è quasi follia. Una provincia appesa a un filo, una provincia che un qualsiasi buon amministratore avrebbe dovuto sapere in bilico e a rischio in un Paese fortemente in crisi e ammorbato da una miriade di enti e strutture burocratiche inefficienti ed inefficaci, rappresentanti solo un peso non solo economico per i cittadini. Forse pensare ad un utilizzo in senso ricettivo in una città priva da tempo di strutture adeguate per l’ospitalità, con la Casina delle Rose sempre in attesa di una destinazione finale, e questo è un altro capitolo nero della giunta Brambatti, sarebbe stato utile e neppure troppo complicato. Destinare l’ex Consorzio Agrario a sede di associazioni, anche benemerite, magari a sede provvisoria dei vigili o a bottega a km zero per la vendita dei prodotti del territorio è quanto mai folle. Quella struttura, per le sue caratteristiche, per la sua collocazione poteva avere almeno altre tre destinazioni possibili in ordine ai bisogni, alle esigenze della città e alla sua naturale vocazione. Poteva diventare una autostazione, con strutture di ristoro ed accoglienza per gli studenti con sale, bar e wi fi gratuito, poteva essere la casa dello studente che manca in una città che dice essere città di studi, poteva essere anche un contenitore di uffici sparsi per la città, al fine di consentire al cittadino di smetterla di girovagare da est ad ovest. Ovviamente poteva anche essere altro, se in amministrazione ci fosse cultura ed esperienza, lucidità ed umiltà, voglia di confronto e spazio per la discussione. Purtroppo ancora e non sappiamo per quanto tutto questo manca e quindi mettiamo i vigili a Piazza Dante, la Provincia che non c’è più al Fontevecchia inaccessibile e le società partecipate sono in affitto, il mostro ex sogno del centro agroalimentare ospita la falegnameria del comune e così va la giunta Brambatti. Che voto si darebbe Sindaco?