Gdf sequestra centrali a biogas in provincia di Ancona

001biogasANCONA – I militari del G.i.c.o. del Nucleo di Polizia tributaria di Ancona hanno dato esecuzione ai provvedimenti di sequestro per 5 impianti a biogas della provincia di Ancona, ubicati nei comuni di Osimo, Castelbellino, Agugliano e Camerata Picena.
L’attività si inserisce nell’operazione “Green Profit”, iniziata nel mese di febbraio 2013 nell’ambito della quale, a seguito di articolate indagini di polizia giudiziaria, sono stati raccolti numerosi elementi di prova circa l’esistenza di un vero e proprio cartello affaristico-istituzionale composto da dipendenti pubblici, progettisti ed imprenditori responsabili, a vario titolo, di reati contro la pubblica amministrazione, truffa ai danni dello stato ed altre fattispecie penalmente rilevanti, costituito al fine di ottenere in modo irregolare le autorizzazioni necessarie per la realizzazione degli impianti a biogas che, in base alla data di entrata in esercizio, avrebbero beneficiato di considerevoli incentivi pubblici.
Nello scorso mese di luglio l’Autorità Giudiziaria, sulla base delle risultanze investigative ha disposto la notifica dell’avviso conclusione nei confronti di 20 persone fisiche e il sequestro dei profitti conseguiti dai funzionari pubblici (983.225 euro) e degli incentivi erogati a favore delle aziende titolari degli impianti a biogas (8.988.499 euro), per un totale di 9.971.724.
Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria dorica prevedeva anche il sequestro preventivo dei 7 impianti a biogas coinvolti nelle indagini che, tuttavia, veniva successivamente revocato in considerazione della novella legislativa introdotta dal D.L. 91/2014, che ammetteva la possibilità dell’esecuzione della Valutazione di Impatto ambientale Postuma per gli impianti che ne fossero sprovvisti. Poiché il decreto non è stato riconfermato in legge, i Pubblici Ministeri titolari delle indagini hanno reiterato la richiesta di sequestro degli impianti, che il Gip del Tribunale di Ancona ha accolto limitatamente a 5 dei 7 impianti coinvolti, in quanto nel frattempo gli altri 2 sono già stati sottoposti a sequestro dall’Autorità Giudiziaria di Macerata per violazioni penali in materia ambientale, avendo superato i limiti di emissione in atmosfera di carbone organico.