PROVINCE A RISCHIO DI DISSESTO

003provincieitLa spesa pubblica italiana è rappresentata per quasi il 70% da spesa centrale, comprese le prestazioni

sociali e gli interessi sul debito. Le Province rappresentano l’1,25% della spesa pubblica, i Comuni il 9,54%

mentre le Regioni, compresa la spesa per la sanità, sono circa il 20%.

TUTTA la Pubblica

Amministrazione 827.175 Incidenza

percentuale

STATO CENTRALE *

di cui prestazioni sociali 319.690

di cui interessi 78.201

REGIONI 164.970 19,94%

PROVINCE 10.350 1,25%

COMUNI 78.900 9,54%

572.955 69,27%

La Legge di stabilità assegna per il 2015 un taglio al comparto Regioni, Province, Città Metropolitane e

Comuni di 6 miliardi e 200 milioni. L’incidenza maggiore del taglio sul totale della spesa è stata assegnata in

capo alle Province e alle Città metropolitane.

Nel 2015 le Province potranno usare 2 miliardi per garantire i servizi essenziali a riorganizzazione delle

funzioni NON ANCORA ATTUATA, dovendo quindi gestire tutti i servizi in capo all’ente al 31 dicembre 2014

e con lo stesso personale. Nel 2012 per garantire quei servizi sono stati spesi 4 miliardi 675 milioni. Nel

2015 MANCANO CIRCA 2 miliardi 700 milioni.

Le funzioni delle Province oggi.

Fino al 31 dicembre 2014 le Province sono tenute ad esercitare le funzioni assegnate dalle Leggi statali e

delegate dalle Regioni:

• TRASPORTI: Viabilità provinciale, gestione del trasporto pubblico locale provinciale.

• AMBIENTE: difesa del suolo, organizzazione dello smaltimento rifiuti, disciplina delle acque,

caccia e pesca nelle acque interne, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione, tutela e

valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche, Protezione Civile.

• SCUOLA: gestione delle scuole superiori, programmazione dell’offerta formativa

• TERRITORIO: programmazione territoriale ed urbanistica

• SVILUPPO ECONOMICO: agricoltura, industria, commercio e artigianato

• LAVORO: gestione dei centri per l’impiego

• FORMAZIONE PROFESSIONALE : programmazione e gestione

• CULTURA: Gestione biblioteche, musei e pinacoteche, valorizzazione dei beni storici, artistici e

attività culturali

• TURISMO, SPORT E TEMPO LIBERO: promozione, valorizzazione e organizzazione delle attività

• SOCIALE: sanità, assistenza all’infanzia, disabili e altri servizi sociali

• ASSISTENZA AI COMUNI: servizio tecnico amministrativo.

Le nuove Province.

Le funzioni da esercitare dal 1 gennaio 2015 (Legge Delrio, Legge 56/14, assegna alle Province le funzioni

fondamentali) :

AMBIENTE: Pianificazione territoriale, tutela e valorizzazione dell’ambiente;

TRASPORTI E VIABILITA’: Pianificazione dei trasporti, costruzione e gestione strade provinciali

SCUOLA: Gestione dell’edilizia scolastica e programmazione provinciale della rete scolastica

ASSISTENZA AI COMUNI: Assistenza tecnico amministrativa agli enti locali, raccolta ed

elaborazione dati

PARI OPPORTUNITA’: Controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione

delle pari opportunità

D’intesa con i Comuni interessati, Stazione Unica Appaltante, monitoraggio dei servizi e

organizzazione di concorsi e procedure selettive.

La Legge 56 stabilisce che debbano mantenersi in capo alle Province quelle funzioni collegate alle

fondamentali e stabilisce che le altre funzioni vadano riorganizzate. Stato e Regioni sono chiamati a stabilire

quali siano e a chi assegnarle ed hanno il compito di “riordinare” le funzioni delle province. La Giunta

Regionale Marche sino ad oggi non ha elaborato alcuna proposta di legge regionale di riordino.

Nel 2013 la spesa complessiva delle Province, per gestione, servizi e investimenti è stata di 10 miliardi 350

milioni.

spesa corrente 2013 7.617.896.560

spesa conto capitale 2013 2.732.765.428

10.350.661.989

L’80% della spesa, 8 miliardi e 300 milioni, è stata destinata all’erogazione e gestione dei servizi assegnati

alle Province dalle Leggi statali e regionali. Il 20% , due miliardi, è stata destinata al pagamento degli

stipendi degli oltre 51 mila dipendenti delle Province.

spese personale 2.045.681.352

spese totali per servizi 8.304.980.636

Così la spesa delle Province marchigiane :

SPESA CORRENTE 2013 DI CUI PER PERSONALE

ANCONA 77.555.861 18.013.873

ASCOLI PICENO 47.230.335 14.626.770

FERMO 32.764.439 8.392.148

MACERATA 58.644.153 16.659.635

PESARO E URBINO 70.733.233 21.595.729

Così il personale delle province marchigiane :

Se si stimano in oltre duemila i contratti a tempo determinato delle Province, nelle cinque province

marchigiane si contano, fra tempi determinati e co.co.co., 184 lavoratori precari.

Chiediamo che nella Legge di Stabilità venga approvato un emendamento che nelle more del

completamento della riforma di cui alla legge n.56 consenta alle province di prorogare fino al 31 dicembre

2016 i contratti di lavoro a tempo determinato per le necessità connesse alle esigenze di continuità dei

servizi con una spesa che non è da considerare aggiuntiva in quanto già a carico delle province. Spesa

inoltre che è da considerare essenziale per l’erogazione dei servizi ai cittadini, quali ad esempio i servizi per

l’impiego.

Il mancato rinnovo dei contratti precari, oltre a comportare un ulteriore incremento della disoccupazione,

inoltre non determinerebbe un risparmio poiché le province si troverebbero costrette, per garantire i servizi,

a dare in appalto all’esterno funzioni oggi svolte dai precari, con un prevedibile aumento dei costi a parità di

servizio erogato.

In conclusione, la Legge di Stabilità è un atto di irresponsabilità da parte del Governo. Si scarica un peso

intollerabile sulle casse degli enti locali e quindi sui servizi, si è deciso di abbandonare le comunità locali al

proprio destino.

L’insieme dei tagli rischia di moltiplicare le situazioni di dissesto in molti enti con conseguenze drammatiche

per il personale, a cui in alcuni casi sarà difficile persino garantire gli stipendi. Con queste condizioni

finanziarie si compromette fortemente il processo di riordino previsto dalla Legge Delrio.

L’8 novembre saremo unitariamente in piazza anche per fermare un’austerità ottusa che ha già prodotto

un pesante indebolimento del sistema pubblico di servizi e che, in assenza di modifiche, lo metterà

definitivamente in crisi.