Ancona, il comandante Fioranelli sul vigile arrestato

0fioranelliANCONA – «Mancini aveva ampia libertà di movimento perché il suo lavoro lo portava a uscire spesso fuori sede per svolgere mansioni di ufficio. Teneva i rapporti con il Comune e la ragioneria. Era impossibile e difficile che io mi accorgessi della sua assenza se doveva essere di turno perché poteva trovarsi fuori ma comunque al lavoro». Così il comandante della polizia municipale Massimo Fioranelli commenta l’episodio che ha scosso il Corpo dopo l’arresto di uno dei suoi uomini di fiducia.

Mauro Mancini era responsabile dell’ufficio servizi, disponeva i turni e gli orari di tutti i vigili urbani di Ancona. «Per gli altri agenti è diverso – aggiunge il comandante – escono se sono io a chiederlo e quindi il controllo è più semplice. Chi ha sbagliato è giusto che paghi perché certi fatti non devono accadere. La ripresa del lavoro dopo la notizia di arresto è stata dura, siamo tutti disturbati e dispiaciuti. L’episodio non fa onore e ci tocca da vicino anche dal punto di vista umano perché stiamo parlando di colleghi con i quali condividiamo molto tempo. C’era ampia fiducia».

Fioranelli invita a non dare giudizi affrettati che coinvolgano anche gli altri vigili urbani. «Questo fatto non deve intaccare la reputazione o screditare l’operato di tutti gli altri vigili – sottolinea il comandante – che lavorano con impegno e devozione. Anche Mancini lo faceva, io lo vedevo molto operativo e sempre disponibile. Cosa sia accaduto lo accerterà la magistratura. Bisognerà capire la portata dei fatti. Se mi dovevo accorgere? Gestisco cento uomini e non sono un controllore anche perché il lavoro al comando non manca e si corre tutto il giorno in situazioni spesso difficili».

Fioranelli ieri ha dovuto assorbire su di sé l’attività dell’ufficio servizi affidata al vigile urbano arrestato presentandosi al comando di primo mattino. «Adesso farò anche questo – spiega – già mi occupo di molte cose che vanno oltre al ruolo di comandante ma non mi tiro indietro. Avremo due persone in meno all’organico già provato per il numero esiguo di uomini che compongono il corpo e che non è mai sufficiente a coprire tutti i servizi».

C’è un secondo agente accusato, è stato raggiunto dall’avviso di garanzia per concorso nel reato per il ruolo sia d’ufficio che di pattuglia su strada. Dopo il controllo a sorpresa dei colleghi della Sezione di polizia giudiziaria si è detto dispiaciuto. Il comandante giovedì l’ha mandato a casa e lui ha chiesto le ferie per stare lontano dal posto di lavoro.