Regione 47 tra consiglieri e collaboratori indagati

regione-marcheQuarantasette consiglieri regionali e assessori sono indagati dalla Procura di Ancona per peculato in relazione alle spese sostenute da singoli e gruppi consiliari.
Tra gli iscritti nel registro degli indagati anche il presidente della regione Gian Mario Spacca e il segretario regionale del Pd Francesco Comi, oltre ad alcuni addetti alle segreterie dei gruppi. Non ci sono invece il presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi e la consigliera Letizia Bellabarba, entrata nell’Assemblea nel 2013.

«Le indagini preliminari sono ancora in corso, non è quindi possibile ipotizzare quale sarà l’esito dell’evoluzione della vicenda, ad oggi non risultano inviati avvisi di garanzia a singoli soggetti nè altre notifiche – dice il governatore Gian Mario Spacca -L’unica novità intercorsa è la richiesta di proroga di 6 mesi del termine delle indagini preliminari rivolta dal Pm al giudice».

«Come è riportato nell’atto – afferma Spacca – la complessità dei fatti di causa e della vicenda rende indispensabile maggiore tempo ai fini dell’accertamento della verità, nell’interesse della giustizia. Del resto, appena avuta notizia dai media dell’inchiesta nel maggio 2013, la Giunta regionale ha subito deliberato la costituzione di parte offesa della Regione Marche nel procedimento. Tale scelta ribadisce che il principio di legalità è il nostro punto di riferimento nei comportamenti istituzionali. Siamo fiduciosi nell’operato della magistratura».

L’ipotesi di reato formulata dalla procura di Ancona nella richiesta di proroga delle indagini sull’utilizzo dei fondi regionali è concorso in peculato (art. 110 e 314 del Codice penale). Il Codice prevede che «il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da tre a dieci anni».

Sarebbero 47 i consiglieri in carica ed ex consiglieri (come il parlamentare del Pd Paolo Petrini) iscritti nel registro degli indagati, compreso il governatore Spacca e il segretario regionale democrat, Comi. L’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, è particolarmente complessa, si legge nell’informativa recapitata agli indagati, ed è per questo che i magistrati inquirenti devono poter disporre di maggior tempo ai fini «dell’accertamento della verità».