Banca Marche, altri dieci indagati eccellenti

06bancamarcheProroga delle indagini con altri 10 indagati eccellenti. Contestazioni dalla Consob. E pure un’interpellanza al Governo. Ieri è stata l’ennesima, lunghissima, giornata che ha visto di nuovo Banca Marche al centro della scena per vicende giudiziarie.
Ci sono altri dieci indagati per la maxi perdita di BdM, che sfiora il milione. Sono i componenti del vecchio Consiglio di amministrazione: Giuliano Bianchi, appena rieletto alla presidenza della Camera di Commercio di Macerata, l’avvocato pesarese Bruno Brusciotti, il padovano Pio Bussolotto, Francesco Calai, il milanese Massimo Cremona, l’imprenditore jesino Walter Darini, il pesarese Eliseo Di Luca, l’imprenditore civitanovese Germano Ercoli, il commercialista pesarese Marcello Gennari e l’ex presidente di Confcommercio Mario Volpini i Camerino. Falso in bilancio e falso in prospetto sarebbero le accuse mosse, ipotesi di contestazioni che non equivalgono a sentenze ma sono tracce per le investigazioni della Finanza, che sta lavorando in modo serrato sul caso.

Ieri sono arrivate le prime comunicazioni agli indagati, rimasti basiti di fronte a contestazioni che tutti respingono con forza e ritengono infondate rispetto al semplice lavoro di consigliere svolto, ripetono tutti, «con dedizione e onestà». L’indagine è in corso e in evoluzione e ogni posizione potrebbe essere rivista alla luce dei risultati investigativi.
Questo fascicolo con 10 indagati, ai quali è stata comunicata la proroga delle indagini preliminari di almeno altri sei mesi, è stato riunito al procedimento madre che ha 27 indagati, tra ex amministratori della banca e imprenditori, per il dissesto finanziario che a portato al commissariamento dell’istituto di credito.

La Procura di Ancona contesta i reati di falso in bilancio, falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza, false comunicazioni sociali e appropriazioni indebite e, per alcuni dei 27 indagati, anche associazione per delinquere.

Sul fronte Consob arriva un’altra tegola. Si tratta di una contestazione per carenze informative nel prospetto dell’aumento di capitale del 2012 di Banca Marche, partita da Consob all’indirizzo degli ex amministratori, consiglieri di amministrazione e sindaci dell’istituto di credito. Nei mesi scorsi, anche a seguito di alcuni esposti di azionisti privati, la Consob aveva avviato un fascicolo sulla correttezza delle informazioni fornite nel prospetto dell’aumento di capitale concluso il 31 marzo del 2012, che portò all’emissione di circa 212 milioni di nuove azioni al prezzo di 0,85 euro, per un controvalore complessivo di 180 milioni di euro. Ma già alla fine del 2012 il gruppo bancario era entrato in crisi, con una perdita di esercizio 2012 di 526 milioni e un risultato economico del semestre 2013 pari a meno 232 milioni di euro.

La contestazione avviata dalla Consob non ha destato sorpresa nell’Associazione azionisti privati di BdM. «Da tempo stanno emergendo tra gli azionisti privati, le associazioni dei dipendenti e alcune fondazioni socie, azioni di responsabilità e rivalsa nei confronti degli ex vertici dell’istituto di credito», dice il presidente Bruno Stronati a nome dei piccoli azionisti, che agli inizi del 2012 acquisirono nuove azioni al prezzo di 0,85 euro ciascuna, oggi crollate al valore di 0,243 euro. L’associazione jesina, insieme all’associazione Dipendiamo BdM, ha recentemente affidato all’avvocato Corrado Canafoglia, coordinatore regionale dell’Unione nazionale consumatori, la tutela degli interessi degli azionisti nelle sedi civili e penali. «Seguiamo con attenzione l’indagine avviata dalla Procura di Ancona sulle responsabilità del dissesto – dice Stronati – Nel frattempo ci stiamo adoperando per la valutazione del danno subito dai singoli azionisti privati e per preparare un tentativo di conciliazione in autunno tra gli associati e gli ex vertici, presso la Camera di Commercio».

«Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ha chiesto al Governo di conoscere l’attuale situazione di Banca Marche, perché i cittadini e le imprese hanno il diritto di sapere quale sarà il destino del più importante istituto bancario del territorio regionale. Chiediamo trasparenza e risposte certe su una vicenda che presenta molti lati oscuri», dice il presidente di FdI-An, Giorgia Meloni, che ha presentato un’interpellanza sull’istituto di credito commissariato. «L’atto – ha aggiunto il consigliere regionale Giovanni Zinni – è un’occasione per sapere come si sta comportando Bankitalia e quale futuro avrà l’ultima grande banca marchigiana. Ci vuole chiarezza non solo per i dipendenti, ma anche per gli investitori».