Le emergenze disattese!

caritasPassano le Repubbliche, prima, seconda, terza, si avvicendano governi, politici, tecnici e poi ancora politici, ma le priorità di questo Paese sono e restano i problemi economici, la straordinaria crisi economica, sociale e occupazionale. In questo quadro, ampio, drammatico, dove la spesa pubblica sale mese dopo mese senza soluzione di continuità, i disoccupati sono a livelli record, 7,5 milioni, cinque milioni di famiglie sono sulla soglia di povertà e una lunga scia di suicidi segna forte il disagio sociale ed economico, l’esecutivo mette in cima all’agenda politica la riforma del Senato e la riforma elettorale. Si allarga sempre più il fossato tra la “società civile” e la leadership del Paese a dispetto dei recenti risultati elettorali. Sapreste mai dirmi quale padre di famiglia o giovane disoccupato mostrerebbe le proprie preoccupazioni per la riforma del Senato (dei nominati) e per la nuova legge elettorale? Ora difronte ad una tale catastrofe il premier si diletta in incontri politici e giri di valzer su questioni che per nulla incidono sulla precarietà delle famiglie, dei disoccupati, in generale sulla portata complessiva della crisi. Potremmo immaginare ed anzi auspicheremmo un forte dibattito intorno alle misure per alleviare il disagio sociale, attenuare la disoccupazione, ridurre il numero della famiglie sulla soglia della povertà, ipotizzare il salario minimo o dibattere i temi del lavoro. Niente! Tutto rinviato di settimana in settimana, per lasciare spazio a riforme, che alla prova dei fatti hanno già dato pessimi risultati, pensate alla modifica del titolo V della Costituzione, l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione oggi definita una sciagura o le modifiche poi cassate dai referendum. Renzi guardi al Paese, si convinca che esistono delle priorità, emergenze vere, utili alla gente di questo Paese, più di mille riforme elettorali o costituzionali, le quali alla fine come per la riforma delle provincie tende unicamente a preservare il ruolo di lor signori e nulla più. Può durare e quanto, questa situazione?

ARES