SINDACATI SU CLABO GROUP JESI: OGGI TRE ORE DI SCIOPERO

claboA seguito dell’incontro dell’8 luglio nel corso del quale l’azienda Clabo Group Srl di Jesi

annunciava 45 esuberi, le OOSS e le RSU si sono riunite in assemblea con i lavoratori e le

lavoratrici ed hanno effettuato 3 ore di sciopero nella mattinata odierna.

Le OOSS, le RSU e i lavoratori esprimono forte preoccupazione per la situazione

determinatasi e per la prospettiva aziendale di procedere, nel breve periodo, al

licenziamento di 45 persone su 178 dipendenti attualmente in forza all’azienda.

Desta forte perplessità l’intero progetto industriale e aziendale di quotarsi in borsa nel

mercato AIM a fine anno, anche alla luce delle vicende societarie precedenti che hanno

visto l’azienda passare dai 250 dipendenti del 2008 agli attuali 178 attraverso una procedura

di ristrutturazione del debito, la costituzione di una New Co e la chiusura dello stabilimento

Artic di Pesaro con trasferimento parziale dei dipendenti su Jesi.

Queste azioni di riorganizzazione societaria e produttiva di questi anni, che hanno visto già

l’espulsione di 70 dipendenti seppur concordata con le OO.SS, non hanno evidentemente

dato quei risultati che l’azienda si aspettava e che dovevano in qualche modo creare le

condizioni per il risanamento economico-finanziario della Clabo e fornire una prospettiva di

mercato di lungo periodo alla new-co.

I dati degli ultimi due anni mostrano tuttavia un miglioramento delle performance, un

aumento del fatturato e un risultato economico positivo (utile). La gestione degli ultimi anni

ha segnato una discontinuità rispetto agli anni antecedenti e, tenendo presente che l’azienda

ha ancora a disposizione un anno di ammortizzatore sociale (contratto di solidarietà) che ad

oggi ha funzionato e ha dato quelle risposte in termini di flessibilità, non sono ammissibili

ulteriori tagli di risorse e di specifiche professionalità.

Il piano, così come esposto, colpisce duramente il territorio della Vallesina già ampiamente

investito dalla crisi ed è, di fatto, inaccettabile.

Nel corso dell’assemblea si è chiesto un ulteriore incontro all’azienda per farla tornare sui

propri passi e si sono già proclamate tre mezze giornate di sciopero per i giorni 16-17-18

luglio.