Marche, autotrasporto merci in ginocchio

autotrasportomerciANCONA – Strette fra la concorrenza sleale dei Tir stranieri e le infiltrazioni della criminalità organizzata, le

4.648 imprese marchigiane dell’autotrasporto si trovano ad affrontare una crisi gravissima: nel corso di questi anni

centinaia hanno chiuso, migliaia i lavoratori licenziati o in cassa integrazione. Nel 2013 il fenomeno si è ancora

di più incrementato e non sembra rallentare come confermano i dati del primo trimestre del 2014. Una situazione

che incide sull’occupazione nel settore, con una impennata dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali che hanno

raggiunto livelli incredibili triplicando i valori del 2012 già considerevoli. Una crisi, quella dell’autotrasporto, che

è stata resa ancora più grave dalla concorrenza sleale messa in atto dalle imprese che violano le norme, facendosi

beffe delle regole. Mentre da una parte le imprese nostrane chiudono dall’altra circolano sempre più veicoli

con targhe straniere; spesso si tratta di aziende nate surrettiziamente nei Paesi dell’Est che vengono ad operare

in Italia svolgendo attività di trasporto domestico ed applicando ai lavoratori: contratti, contribuzione sociale

ed assicurativa dei Paesi in cui hanno sede legale, potendo così praticare forti ribassi sui pressi del servizio di

trasporto, superiori al 20 per cento. Vi è inoltre un uso distorto del cabotaggio, da parte di vettori stranieri, per il

contrasto del quale risultano al momento del tutto insufficienti i sistemi di controllo su strada fin qui praticati dalle

autorità preposte. Ad incrementare questa situazione esistono inoltre imprese italiane che, forzando la normativa

prevista dalla direttiva 96/71 che consente il distacco dei lavoratori effettuato nel quadro di una prestazione di

servizi, utilizzano lavoratori assunti da agenzie interinali straniere, per i quali è previsto l’applicazione dei regimi

assicurativi e previdenziali del paese di origine. In questo caso il costo del lavoratore si attesta circa a 15 mila euro

all’anno, molto al di sotto dei 45 mila euro tanto costa un’autista italiano alle dipendenze delle nostre aziende che

applicano regolarmente il contratto di lavoro vigente e la contribuzione italiana. Le conseguenze del diffondersi di

questi fenomeni sono pesantissimi. In due anni, il fatturato del settore, nella nostra regione si è più che dimezzato

così come le spese per consumi, il che sta ad indicare come la dotazione dei mezzi di trasporto sia largamente

sottoutilizzata rispetto alla sua capacità. Ad aggravare la situazione hanno concluso sindacati e associazioni di

categoria è sempre più presente, anche nel nostro territorio, il tentativo della criminalità organizzata, di infiltrarsi

nel settore del trasporto. Spesso vengono utilizzati prestanome incensurati ed aziende apparentemente in regola,

ma che non sono altro che delle lavatrici che riciclano danaro, anche queste si muovono sul mercato offrendo

servizi di trasporto alla committenza locale a prezzi stracciati.

Per parlare dei problemi che attanagliano la categoria, le organizzazione dell’autotrasporto CNA-FITA,

CONFARTIGIANATO TRASPORTI, in accordo con le organizzazioni sindacali FILT CGIL; FIT CISL e UIL

TRASPORTI hanno organizzato un Incontro pubblico “Autotrasporto merci, lotta alle imprese illegali e rispetto

delle regole per vincere la crisi” in programma per SABATO 12 LUGLIO (ORE 10,00), nella Sala Interporto

Marche in Via Coppetella 4, a Jesi. All’incontro sono stati invitati i Parlamentari marchigiani, Europarlamentari,

rappresentanti delle istituzioni e della politica regionale, Forze di Polizia. Sarà un confronto con le associazioni

sindacali e di categoria sulla situazione dell’autotrasporto merci e su come uscire dalla crisi che ha colpito il

settore. Su questo le associazioni dell’autotrasporto hanno fissato 3 punti ineludibili.

– un corretto rispetto delle regole sul cabotaggio, con possibilità di bloccarlo per almeno sei mesi; lotta alle

imprese illegali e l’impegno della committenza a non utilizzare soggetti che violino le leggi ed i contratti di

lavoro; il rispetto della norma che prevede costi minimi per i servizi di autotrasporto.