Prima il lavoro! A maggio la disoccupazione a + 12,6%

03illavoroprimaCresce il tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, toccando il tetto del 43%, il dato in leggero calo rispetto al mese di Aprile è invece in forte crescita su base annua di 4,2 punti.

Questa doveva essere la priorità delle priorità del governo, ma finora si è visto ben poco e quel poco di scarsa efficacia a causa dei continui rilanci sulle riforme, annunciate e mai portate a termine, in primis quella della burocrazia.

Il 2014 rischia di essere un anno pesantissimo per l’occupazione. Un anno in cui sarà difficile vedere una inversione di tendenza e testare l’efficacia delle “misure” fin qui adottate dal governo, galla “Garanzia Giovani” al job act. E’ prevalente l’opinione di quanti ritengono queste misure inefficaci a fronte di una burocrazia provinciale e regionale che stenta a mettersi al passo coi tempi e d’altra parte il governo che aveva promesso radicali cambiamenti e rivoluzioni non finora portato a casa nessun risultato di rilievo.

Forti perplessità della Camusso sul governo sono relativi al fatto che “innanzitutto andare alla legge di stabilità significa portare lavoratori che non hanno ancora ricevuto l’indennità a un anno di assenza, considerato che dobbiamo ancora chiudere il 2013. In secondo luogo perché oltre al dover trovare le risorse, il governo ci deve garantire e dire chiaramente che finché non entrano in vigore i nuovi ammortizzatori sociali, non ci sono restrizioni alla cassa integrazione e mobilità in deroga”. “Non si può intervenire sugli accordi già fatti – aggiunge Camusso – non può essere che se si va al Ministero dello sviluppo economico si può avere la possibilità di fare accordi lunghi di deroga, e invece nel territorio no: non si possono creare differenze così consistenti. Non si può porre un tetto di otto mesi a prescindere, come sempre gli ammortizzatori sociali devono essere legati ai piani e alle prospettive di ripresa delle imprese. Abbiamo segnali che le aziende stiano licenziando perché le regioni respingono le domande di accesso alla cig, non è ancora un fenomeno molto ampio ma è da troppo tempo che si ventila la riduzione della cig in deroga, ed è sicuro che col messaggio mandato dal ministro Poletti sui tempi degli accordi, questo fenomeno si moltiplicherà”.