L’assessore al Bilancio Renato Bisonni risponde al consigliere Agostini

bisonniLeggendo l’articolo apparso sulla stampa mi corre l’obbligo fare alcune

precisazioni.

Nel 2013 questa amministrazione ha accertato 300.000 euro di “

inadempimenti” (così li chiama il consigliere Agostini) un pò più del

doppio di quanto fatto dalla sua amministrazione. Questo recupero di

“inadempimenti” ha evitato a tutti i Sangiorgesi di pagare un’ulteriore

tassa, conosciuta come mini Imu. Se ciò non fosse avvenuto o il recupero

fosse stato solo della metà ciò non sarebbe stato possibile. Farsi paladino

di coloro i quali, per i più svariati motivi, non compiendo forse appieno

il loro dovere avrebbero costretto la maggior parte dei cittadini di Porto

San Giorgio, invece ligi al proprio, a pagare una tassa in più a mio avviso è

sbagliato per chiunque, ma in modo particolare per chi ha amministrato,

se pur per poco, la città ed oggi siede ancora tra banchi del consiglio

comunale. Ritengo che il rispetto della legalità sia indipendente dal luogo

di nascita o da dove si vive, è insito dentro ognuno di noi.

Da quei banchi infatti si dovrebbe pensare ed agire per il bene di tutti

o della maggior parte e non solo di una parte, in questo caso piccola. Il

consigliere Agostini mi accusa attraverso la stampa di “autocelebrazione”.

La domanda sorge spontanea: ma da quale pulpito? Agostini, in questi due

anni, non ha perso occasione, anche la più insignificante, per apparire sulle

colonne della stampa locale.

Tutti i sangiorgesi hanno notato (e non potevano fare altrimenti viste le

innumerevoli uscite), che qualsiasi cosa accada in città ha per il consigliere

un unico metro di paragone: quando Agostini era sindaco. Singolare è

che egli stesso parli di questa sua esperienza in terza persona, come se il

tempo a Porto San Giorgio si debba dividere in prima e dopo la parentesi

Agostiniana. Non vorrei pensasse che oggi viviamo il 13 giugno dell’anno 6

dopo l’elezione di Agostini a primo cittadino, non mi stupirei più di tanto.

Quello che ritengo ancora più interessante sottolineare è che se anche

davvero io mi sia “autocelebrato” l’ho fatto senza gravare sulle tasche dei

cittadini sangiorgesi. La stessa cosa non si può dire di Agostini. Guardando

con un pò di attenzione i capitoli di spesa si vede come le “spese feste

nazionali e solennità civili di rappresentanza” siano quadruplicate dalla

giunta Brignocchi (1.500 euro) a quella Agostini (6.200 euro) e si siano

ridotte ad un terzo con la giunta Loira (2.394 euro).

Chissà come mai queste spese di rappresentanza a disposizione del sindaco,

pagate con le tasse dei sangiorgesi, siano state cosi ingenti durante il suo

mandato. Non mi venga a dire, consigliere, perché sono aumentate il

numero delle feste nazionali per celebrare la sua elezione, sappia che non le

crederei.

Infine, ho ben presente la calorosa accoglienza dei sangiorgesi: cerco

di ripagarla con il lavoro giornaliero svolto nell’interesse dell’intera

comunità. L’ex sindaco farebbe bene a non dimenticare perché i

sangiorgesi l’hanno deposto.

Renato Bisonni