Nuovo spettacolo della rassegna “A Km 0”

0sanmicheleNuovo appuntamento con la rassegna teatrale “A KM 0”, organizzata dalle Associazioni Culturali

Proscenio e Perelandra, in collaborazione con il Comune di Porto San Giorgio, e realizzata grazie al

contributo e al sostegno di AMAT.

Ideata da Stefano Tosoni e Stefano De Bernardin la rassegna si propone di fornire ad attori

professionisti e compagnie marchigiane una preziosa vetrina in cui esibirsi, il teatro Comunale di

Porto San Giorgio, trasformandolo gradualmente in un punto di riferimento per i giovani artisti

regionali. L’obiettivo è valorizzare al meglio, come già accade in altre regioni, le preziose risorse

locali e le competenze che la nostra terra offre a livello artistico e culturale, capaci di far convivere

qualità del prodotto ed economie di costo.

“Gli artisti si esibiscono a incasso – riferisce Stefano Tosoni – per cui la partecipazione popolare è

essenziale per garantire la crescita e lo sviluppo di questa iniziativa”.

Venerdì 21 febbraio, alle ore 21.15, in scena sul palco del teatro Comunale lo spettacolo di

narrazione intitolato “San Michè”, scritto e diretto da Andrea Lanciotti.

Tutto inizia nel ’44 quando la Grande Guerra piomba sulle casupole di San Michele. Iniziano la fuga,

la fame, l’ingegno per sopravvivere. Le cose importanti si nascondevano sottoterra o legate ai rami

tra le fronde degli alberi, oppure si portavano con sé, assieme ai ricordi di quegli anni. Alla paura per

i soldati e alla gioia degli amici ritrovati. Ricordi custoditi che tramandati da una nonna al proprio

nipote giungono a noi.

“San Michele 1944 … io avevo 17 anni e vivevo nella casa in campagna che prima era di mamma, c’ero

io, babbo, mamma, Sterina, Marietta e Dino; intorno non c’era niente, non c’era San Michele allora …

c’era solo la chiesetta, la casa de Minnittu De Mezzabotta e de Fortuna e un po’ più giù “Lu Paese”, Porto

San Giorgio, anche lì c’era solo il vecchio mulino, una cantina e qualche casa vecchia …. non c’era niente

… solo la fame c’era.”