Fondazione Carima chiede i danni a P.W.C.

0fondazioneFondazione Carima e trenta piccoli azionisti di Banca Marche pronti a richiedere il risarcimento del danno alla società di revisione. Una sorta di azione di gruppo sta prendendo corpo, forte di una pronuncia della Cassazione che sta diventando il faro di tante azioni giudiziarie che poggiano sulla sopravvalutazione dei titoli acquistati. La Corte di Cassazione ha usato un esempio suggestivo per raffigurare il danno: «Non diversamente da quel che accadrebbe se chi acquista a un determinato prezzo una scatola sigillata, sulla cui etichetta è indicato il contenuto di un litro di latte, scoprisse poi che di latte nella scatola ce n’è solo mezzo litro».

A breve il ricorso verrà incardinato al Tribunale di Milano. E la pronuncia della Suprema Corte numero 14056 dell’11 giungo 2010, che trattava una vicenda legata al Banco di Napoli, con l’efficace esempio del litro di latte, è ritenuta molto importante ed è stata già presa come base per sentenze, emesse dal Tribunale di Milano e dalla Corte d’Appello, di accoglimento delle ragioni dei risparmiatori. Ma c’è di più. Si ricorda l’accattivante pubblicità di Bdm – vincitrice anche di un premio – per convincere i risparmiatori a investire e un prospetto rischi e redditività, poi naufragato negli 800 milioni di perdita.

L’avvocato Roberto Pozzi di Milano, incaricato da Fondazione Carima, sta per presentare l’azione risarcitoria contro la Pricewaterhouse Coopers. Stessa strada per i piccoli e medi azionisti che si sono rivolti a lui, i quali contestano le modalità e le
prospettive reddituali connessi all’aumento di capitale
– valore 180 milioni – del marzo 2012.