Sciopera un Paese in ginocchio

ginocchioUn Paese fiaccato dalla crisi lunga e persistente, 4,3 milioni di disoccupati, decine di migliaia di aziende di tutte le tipologie chiuse o in procinto di chiudere, una corruzione dilagante, una malavita arrembante, un ceto politico squalificato e incapace di scelte, una emigrazione giovanile sempre più numerosa e di nuovo c’è una protesta, forte, dura, a tratti anche violenta da parte di quanti non vogliono soccombere, arrendersi o arrivare al suicidio. Una protesta legittima di quanti non ce la fanno più a tirare avanti, mentre chi dovrebbe decidere e operare per il bene del Paese si mostra disinteressato o occupato in altre faccende, in una disputa continua  tra le forze politiche, ma è pronto a bollare come violenta e ingiustificata la protesta e a mobilitare Prefetti e Polizia per contenere la rabbia a lungo repressa. Forse se il Ministro Lupi e qualche altro decidessero di fare scelte per risollevare il Paese, per debellare il malaffare, per abolire le Prefetture, le provincie e i tanti Enti inutili e le spese folli di questo ceto politico, potrebbe poi giudicare il senso della protesta. Questo è un Paese che tra i tanti difetti ha quello di diventare giorno dopo giorno sempre più autoritario, nel quale il potere si mostra con la sua faccia sempre più torbida e poco trasparente, in una fase involutiva tesa a restringere gli spazi di espressione per i cittadini oramai ridotti a sudditi. Quando e chi porrà fine a tutto questo? Altri Paesi in crisi, la Spagna o l’Irlanda con fatica e con tenacia stanno uscendo dal tunnel, l’Italia è sempre più al centro del tunnel e lor signori sono in tutt’altre faccende affaccendati e chi protesta? E’ un violento e la protesta è illegale! Noi diciamo forte NO alla violenza, ma la protesta è legittima e se il potere non ci sente la protesta deve essere a oltranza, dura, ferma e non violenta.

ARES