Ancona: CIG +37% rispetto al Settembre 2012

cigDai dati resi noti dall’INPS ed elaborati dall’IRES CGIL Marche emerge che le ore di CIG richieste

ed autorizzate in provincia di Ancona a settembre 2013 sono state 2 milioni, di cui 1,5 milioni di

Cassa integrazione ordinaria, 450mila di CIG straordinaria e 140mila di Cassa in deroga.

Rispetto a settembre 2012 si ha un incremento del 37,6% e in confronto al settembre 2009 le ore

di CIG sono raddoppiate.

Considerando il periodo “gennaio-settembre” il monte ore di CIG raggiunge quota 15,5 milioni, più

5 milioni di ore rispetto allo stesso periodo del 2012 e più del doppio del monte ore 2009. La CIG

richiesta ed autorizzata ha già raggiunto e superato, quando mancano ancora tre mesi alla fine

dell’anno, quella complessiva del 2012 (15 milioni di ore)

Di seguito, le tendenze per le componenti della CIG nel periodo “gennaio-settembre”:

• La CIG ordinaria è quasi triplicata nei primi nove mesi del 2013 rispetto allo stesso periodo

del 2012, con incrementi consistenti in tutti i settori: nel comparto del mobile si passa

da 171mila a 644mila ore, nella meccanica si va da 999mila ore a 4 milioni di ore, nella

chimica da 131mila a 320mila. L’unico settore in controtendenza è il calzaturiero dove il

cumulo di ore “gennaio-settembre” 2013 (34mila ore) si riduce rispetto allo stesso periodo

2012 del 21,7%.

• La CIG straordinaria si mantiene complessivamente stabile nei primi nove mesi del 2013

rispetto allo stesso periodo del 2012 (+1,3%).

• La CIG in deroga aumenta del 16,5% nei primi nove mesi del 2013 rispetto allo stesso

periodo del 2012. Aumenti della CIG si hanno nei settori del mobile (228mila ore nel 2013,

+10,2%) e calzaturiero (43mila ore nel 2013, +37,3%), mentre si riduce la CIG nella

meccanica (763mila ore nel 2013, -12,7%) e nella chimica (64mila ore nel 2013, -14%).

“Questi dati dimostrano che la ripresa non è dietro l’angolo – dichiara Vilma Bontempo,

segretaria Cgil Ancona -. Anzi, la crisi continua bruciando posti di lavoro molto

velocemente; occorre quindi prendere misure per rilanciare i consumi e provvedimenti che

consentano di superare i ritardi e le inefficienze del modello marchigiano”.