PRIMARIE MARCHE. VINCE BERSANI

MARCHE- Il segretario dei Democratici Pier Luigi Bersani riconquista le Marche, provincia per provincia, con il 54,55% dei voti, contro il 45,45% di Matteo Renzi, che il 25 novembre aveva prevalso di misura: 42,1% a 41,1%. A votare sono andati 82.727 elettori contro i 92.409 del primo turno.
Degli 82.545 voti validi, il segretario ne ha rastrellati 45.028, il sindaco 37.517.

Bersani. «La prima e più grande soddisfazione -esordisce parlando alla platea di sostenitori – è l’aver creduto a queste primarie, una grandissima avventura politica. Le ho volute testardamente e le ho volute aperte. Un partito popolare come il mio deve sempre aver fiducia nella gente: questo è il primo insegnamento. Anche per me una vittoria così netta è una sorpresa, ma sono sempre stato tranquillo». Poi Bersani fa una dedica alla sua famiglia, ai 100mila volontari che hanno lavorato per le primarie e all’organizzazione del partito. «Non può esistere un grande schieramento dei progressisti senza i volontari e senza un’organizzazione che li sappia tenere assieme».

Ringraziamenti. Il segretario ringrazia quindi i Socialisti e Sel, con cui ha condiviso le primarie. Laura Puppato («Lei sa che il suo interesse per la green economy è nelle mie corde e si vedrà»), Bruno Tabacci, Nichi Vendola e Matteo Renzi («Lo saluto con un applauso e gli riconosco una presenza forte e fresca, il contributo grande per far vivere in modo vero queste primarie»).

Renzi: ho perso. Il sindaco di Firenze ha già parlato alla Fortezza da Basso a Firenze. «Lui ha vinto e noi no, congratulazioni. Nessun rimpianto – ammette il sindaco – Abbiamo offerto due modelli di centrosinistra. Abbiamo raccontato due diverse idee di Italia: oggi dobbiamo prendere atto che la nostra idea non è stata vincente. Io ho perso. I risultati che pure abbiamo ottenuto non bastano: non eravamo qui per fare una battaglia di testimonianza. Volevamo prendere in mano il governo del Paese e non ce l’abbiamo fatta: abbiamo sbagliato qualcosa. Spero che dopo aver visto un under 40 provarci altri trovino il coraggio di fare altrettanto. Non era l’ambizione di un ragazzetto, come ha scritto qualcuno. Era il voler dare un senso a un sogno, alla nostra tenacia. Non sono riuscito, fuori dalla Toscana, a scrollarmi l’immagine del ragazzetto».

Appello a Bersani. 
«Bersani deve andare a parlare all’Italia che è rimasta fuori dai gazebo. Noi saremo leali. Ma voi, andando a casa, siate orgogliosi di quello che siete riusciti a fare in questi tre mesi. Ne valeva la pena». Poi cita Bersani, il cantante: «E’ sempre bellissima la cicatrice che mi ricorda di essere stato felice». Infine esorta la platea a continuare a lavorare per una politica nuova: «Questa non è la parola fine».

La battuta. «Finalmente Renzi ha fatto qualcosa di sinistra, ha perso». È un twitter citato da Renzi durante un’intervista a La7. «E’ stato il commento più simpatico e forse più vero» ha aggiunto ridendo il sindaco di Firenze.