FERMO NELLE PAROLE DI LUIGI DI RUSCIO. PROIEZIONE DI UN DOCUMENTARIO MERCOLEDÌ PER IL PREMIO VOLPONI

Per il Premio letterario nazionale “Paolo Volponi” sarà proiettato mercoledì 21 novembre, alle ore 21 presso la Sala dei Ritratti di Fermo, il documentario “Luigi Di Ruscio”, realizzato da Luana Trapè e Diego Marzoni. Introduce l’incontro Valentina Conti.
Il documentario è una testimonianza dei pa

ssaggi del poeta a Fermo, dove visse fino a 27 anni per poi emigrare ad Oslo e lavorare in fabbrica per quarant’anni. Nella capitale norvegese rimase fino alla morte, nel 2011.
Il cortometraggio è costruito intorno alle conversazioni che Luana Trapè ha avuto con Di Ruscio tra il 2004 e il 2009 quando, completamente spatriato, approdava alla città ormai filtrata dalla poesia, consegnata alla memoria fin dalla prima raccolta “Non possiamo abituarci a morire” (con prefazione di Salvatore Quasimodo) e poi protagonista anche di “Le streghe s’arrotano le dentiere” e “Firmum”.
Nella produzione successiva, lo scrittore torna più volte con il pensiero a Fermo e ricomincia da capo la sua narrazione; i “ritorni” lo portano a toccare con nuovo sguardo la sponda da cui si era distaccato.
Il primo capitolo di questo documentario dal titolo “Vicolo Borgia. Discesa verso le origini” mostra un ritorno al “lontano”, nel tempo e nello spazio, un lento avvicinamento, dopo tanti anni, al quartiere dell’infanzia, alla casa natale, oggi disabitata. Sprangata la porta, sbarrata la finestra da dove osservava ogni anno la fioritura del mandorlo, che illumina una delle sue poesie preferite, Di Ruscio è invitato a ricordare e ricostruire, viene interrogato e si interroga sulla memoria e sulla nostalgia. Legge i versi scritti in quella casa, ricorda i primi libri.