CONFCOMMERCIO-BISONNI. E’ GUERRA APERTA

La Confcommercio invita l’assessore Bisonni a ritrattare pubblicamente le proprie dichiarazioni, perché false ed offensive del buon nome dell’associazione di categoria

Le dichiarazioni dell’Assessore Bisonni sono false e mostrano la fragilità di un sistema politico che quando si sente attaccato reagisce con ogni mezzo violentando la verità e relegando chi si azzarda a dissentire al ruolo di mero suddito.

Volendo ripristinare la verità ci corre l’obbligo di ricostruire i fatti così come essi si sono svolti.

Il 18 agosto e l’11 settembre abbiamo incontrato l’assessore Bisonni dietro nostra specifica richiesta perché avevamo appreso solo dalla stampa l’ennesimo aumento della Tarsu.

All’assessore contestammo la mancanza di informazione e la necessità di frenare l’ascesa vorticosa della tariffa tarsu.

Nel primo incontro non fu deciso nulla per mancanza della dirigente Fanesi, fuori per ferie.

Nel secondo incontro dell’11 settembre alla presenza dei dirigenti della delegazione sangiorgese della Confcommercio: Remia, Montagnoli, Rossi,Sabbioni, Scafà, Santanafessa, fu chiesto di rateizzare al massimo le scadenze dei bollettini della tarsu, portandoli dai due previsti dal comune, a quattro, per permettere una dilazione che consentisse un miglior assorbimento dell’aumento della tassa.

Dopo una serrata discussione fu accettata la proposta delle quattro scadenze.

Fu poi parlato della sperequazione che esiste all’interno delle 30 categorie previste per la tarsu, evidenziato che alcune categorie, come i banchi alimentari pagano, ad esempio, di più degli ipermercati.

Poiché le tariffe sono determinate dall’amministrazione, a saldi invariati, ovvero facendo rimanere costante il gettito che il comune doveva introitare, la Confcommercio propose, di ridistribuire più equamente il coefficiente moltiplicatore della tassa all’interno delle categorie produttive (sarebbe impensabile che un’associazione di categoria possa intervenire sulla tassazione del privato).

A conferma della veridicità di quanto affermiamo,fu l’assessore Bisonni, che, condividendo la necessità di rimettere mano ai coefficienti chiese alla Confcommercio di proporre essa stessa dei nuovi importi all’interno delle proprie categorie rappresentate.

Facile intuire che Confcommercio declinò l’invito perché non era un compito istituzionale dell’associazione bensì un onere della politica.

Avere tariffe eque e rispettose di ogni categoria produttiva sia essa commerciale che turistica o artigianale, deve essere un onere della politica, almeno di quella seriamente impegnata a difendere la collettività che lavora e non solo l’immagine di se stessa.

Alla luce dei fatti sopra esposti, chiediamo all’assessore Bisonni di ritrattare le proprie dichiarazioni che sono diffamatorie nei confronti di Confcommercio impegnata in questi giorni a difendere i propri associati dall’ennesimo aumento di tassazione imposta da una politica che, pur cambiando attori, rimane fedele al proprio copione che la vede sempre estranea ad ogni difficile ed onerosa decisione perché imposta sempre da “ quelli che li hanno preceduti”.

La Confcommercio pretende il ripristino della verità fiduciosa che chi governa questo paese sappia riconoscergli il ruolo di collaborazione attiva nei confronti della crescita e lo sviluppo della città.

Se la politica non interverrà, Confcommercio difenderà la propria posizione nelle sedi legali opportune.